A meno che non siate reduci da un periodo di astinenza volontaria da tutti i mezzi di informazione, avrete sicuramente sentito parlare dell’appello del Gruppo di Firenze a governo e istituzioni, nel quale 600 studiosi, provenienti da ogni campo del sapere, denunciano lo stato penoso del livello di italiano tra gli studenti.

Per rimediare al degrado dell’italiano tra i giovani, la soluzione che il Gruppo propone è quella di “una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti oltre che più efficace nella didattica.” In altre parole, è arrivato il momento di dare più importanza alla lingua italiana, sia nei programmi che nelle verifiche periodiche.

Alla ricerca dei responsabili

Non si è fatta attendere la risposta di otre 350 insegnanti di italiano e linguisti, che invitano l’università a non cavarsi fuori dal problema, dato che anche lì “si scrive poco, e non si corregge quasi mai: al massimo si rilevano – e si valutano – gli errori di contenuto, e ci si scandalizza del resto.” C’è stato poi Ernesto Galli della Loggia (uno dei sottoscrittori dell’appello iniziale) che ha attaccato addirittura Tullio de Mauro, e le sue “opinioni devastanti” che negli anni Sessanta avrebbero posto le basi del declino odierno.

Al linguista recentemente scomparso, preferiamo piuttosto riconoscere di aver denunciato il problema dell’analfabetismo di ritorno molto prima (anche se con toni meno apocalittici), e soprattutto di aver dato la giusta importanza alla grande assente da questo dibattito.

Chi legge male, vive male

Ci riferiamo ovviamente alla lettura che, assieme all’espressione scritta e orale, ha un’importanza fondamentale nello sviluppo del pensiero e del linguaggio, al punto che la famosa citazione morettiana (che è stata tirata fuori spesso in questi giorni) si dovrebbe completare così: “chi legge male, parla male, pensa male e vive male.” Da delle sane letture si sviluppano nuove idee e conoscenze, e anche il linguaggio per esprimerle, ma questo viene spesso dimenticato, o dato per scontato.

E gli insegnanti? Anche se sono stati lasciati fuori dal tutti contro tutti accademico di questi giorni, nessuno sembra essersi scomodato a chiedere loro un’opinione.

Quindi lo facciamo noi: pensate che i vostri sforzi quotidiani vengano ripagati, o il livello linguistico dei vostri studenti è davvero così scadente come dicono?