Dietro la frase “per mio figlio voglio il meglio”, spesso si celano paure ed insicurezze che hanno radici nel passato e che influenzano pesantemente educazione ed infanzia del fanciullo. Il resto lo fanno i nostri tempi: l’ultracompetitività contamina facilmente l’ambiente scolastico, trascinandoci dentro fino al collo genitori e bambini, i quali si trovano spesso a dover ragionare costantemente da “primi della classe”, senza possibilità di scelta. Il paradosso è che talvolta sono gli stessi genitori, i quali desiderano figli eccellenti, a non avere avuto un passato scolastico eccellente, e che forse, anche per questo motivo, cercano di spingerli oltre i loro limiti fin dalla tenera età.

La passione è geniale

Ma che cosa rende una persona davvero “geniale”? Il genio possiede davvero una personalità e delle capacità che lo rendono superiore rispetto alla massa? Guido Sgardoli, col suo libro intitolato “Che Genio!” e pubblicato da Edizioni EL, cerca di aiutarci a rispondere a queste domande. Il libro ripercorre le vite di tante personalità di spicco del passato, che a loro modo hanno saputo imporsi nel mondo, lasciando un segno indelebile.

Maria Callas, Steve Jobs e Rita Levi Montalcini: da cosa sono accomunate queste figure così diverse? La risposta di Sgardoli è tanto semplice quanto ineccepibile: la passione. È la passione forte, intima, inarrestabile che ha permesso a questi individui emblematici di trovare la propria strada nel mondo e di lasciare un’impronta eterna. Stiamo parlando di esseri umani, con pregi e difetti, con una vita che è stata coronata sì dal successo, ma che ha incrociato anche errori, fallimenti ed è passata per innumerevoli tentativi.

 

La strada per la genialità e fatta di… normalità

È possibile trasmettere un po’ di genialità ai nostri figli?

Forse sì, stimolandoli ad entrare in contatto col loro genio interiore, e per farlo è importante avvicinarli fin da piccoli alle personalità che hanno cambiato il mondo attraverso la propria straordinaria passione. È la passione il segreto che sta dietro alla genialità, il motore inesauribile che spinge una persona normale a spendere la propria vita inseguendo un obiettivo, che gli consente di superare le cadute e di proseguire con il piacere e la voglia di fare ciò che sente dentro, come una seconda pelle.

Accostare alla genialità il proprio figlio è quindi possibile, a patto di fargli conoscere chi è stato animato dal fuoco dell’intima dedizione verso una causa, scientifica, umanitaria o economica che fosse. E quale maniera migliore per farlo, se non mostrando i lati che rendono più umani questi personaggi? Per esempio c’è chi ha dato inizio alla propria attività nello scantinato di casa, chi non andava bene a scuola, e chi ha avuto una vita breve e sfortunata, ma ha ugualmente prodotto meraviglie.

Questa è forse la maniera migliore per ispirare i giovani a confrontarsi con le personalità di spicco: alternare il loro lato di successo con quello dietro le quinte, che li rende esattamente come noi.

A ciascuno il suo genio

Che si aspiri o meno ad avere figli geniali, qualche buona regola generale esiste.

Risulta utile mettere i ragazzi nella condizione di trovare la loro personale passione, quel qualcosa che li animi davvero, li stimoli ed incuriosisca. È opportuno, inoltre, non imporre percorsi o scelte obbligate per sentirsi a posto con la coscienza, o per soddisfare antichi pallini personali. Aiutare i bambini ad entrare in contatto con tante realtà diverse, e lasciare che siano loro a scegliere la propria personale via, anche se ciò richiederà tempo e tentativi, è un regalo bellissimo da fare ai propri figli.

Ricordate che i geni, spesso e volentieri, sono proprio quelli che non si considerano tali, ma persone normali, con una vita normale, e limiti ordinari. Come a dire, che la ricetta per la genialità di vostro figlio, è già dentro di lui, dovete solo lasciargliela trovare.