Il 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria. Un’occasione importante per parlare di storia e uguaglianza tra i popoli e per educare i giovani lettori al valore della testimonianza.

Antisemitismo, discriminazione, persecuzione, sterminio, Shoah. Cosa pensiamo quando leggiamo queste parole? E soprattutto cosa pensano i giovani?

Sono passati meno di 80 anni dai tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale, dove milioni di innocenti hanno perso la vita nei campi di concentramento. Eppure ancora oggi è difficile affrontare certi argomenti e farli arrivare ai ragazzi in maniera accettabile ed efficace.
La distanza temporale diventa una barriera sempre più spessa, via via che i sopravvissuti – gli unici testimoni di questi eventi – muoiono, perché con loro muore anche una parte di storia.

Senza il ricordo, la testimonianza, la memoria, ogni giorno che passa rischiamo di allontanarci sempre di più.

La letteratura, attraverso le storie di chi ha vissuto quelle terribili esperienze, può essere un canale per raccontare l’Olocausto.

È stato così per i sopravvissuti che, cercando di trovare le parole per descrivere un dramma inenarrabile, hanno tentato di elaborarlo. E può, anzi deve essere così anche per i giovani d’oggi, che sentono quel periodo storico e quegli avvenimenti molto lontani da loro.

I ragazzi, gli adulti di domani, hanno il diritto di sapere e di capire quello che è successo in quegli anni. Non solo perché fa parte del programma formativo della scuola, ma anche e soprattutto per essere in grado, in futuro, di non ripetere gli stessi errori.

Il grande potere della parola scritta

Il potere della parola scritta fa della letteratura un veicolo fondamentale per tramandare la storia: solo attraverso la narrazione di chi è sopravvissuto all’Olocausto ci è stato possibile conoscere l’atrocità dei crimini commessi, riflettere su tali azioni e adoperarci affinché non accadano di nuovo.

Le parole hanno in sé un potere immenso: aiutano a elaborare la vicenda, permettono di lasciare una traccia, per non dimenticare.

E proprio l’importanza della memoria storica e sociale può essere la giusta chiave di accesso a un dialogo costruttivo, che vada oltre le vicende storiche e porti i giovani ad attualizzare temi come l’odio per il diverso e le discriminazioni.

La Shoah è un argomento sul quale c’è sicuramente bisogno di una conoscenza guidata, mediata da documenti e testimonianze storiche che aiutino a elaborare ogni concetto e a comprendere fino in fondo.

Per approfondire i temi della Shoah Einaudi Ragazzi propone libri e materiali didattici che raccontano la storia attraverso gli occhi e il cuore di chi quelle tragiche vicende le ha vissute in prima persona. Sono storie che parlano di dolore, di morte ma anche di speranza.

Un esempio è il libro Auschwitz Sonderkommando. 3 anni nelle camere a gas” di Frediano Sessi. Il protagonista, un giovane ebreo polacco di nome Filip Muller, nel 1942 viene internato nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e assegnato al lavoro nel crematorio. Ogni giorno è costretto a vedere la gente morire, senza poter fare nulla per salvarla. Ed è proprio grazie alla dignità e al coraggio che queste persone dimostrano nel momento più devastante della loro vita, che Filip decide di sopravvivere per poter raccontare al mondo questa tragedia.

Sempre dello stesso autore Einaudi Ragazzi ha pubblicato altri libri che affrontano il tema della Shoah. Tra questi ricordiamo “Ultima fermata: Auschwitz. Storia di un ragazzo ebreo durante il fascismo”, “Ero una bambina ad Auschwitz” e il prezioso “Il mio nome è Anne Frank”, un libro in cui Sessi ricostruisce, partendo proprio dalle parole scritte nei suoi diari, la vita e i pensieri della giovane diventata, con la sua testimonianza, il simbolo degli ebrei morti per mano dei nazisti.

Per favorire il delicato lavoro dell’insegnante, nella sezione “Oltre il libro” abbiamo deciso di mettere a disposizione delle schede didattiche che aiutano il percorso di riflessione su questi temi. Un utile strumento per il lavoro in aula, sia prima che dopo la lettura.

Le trovate qui. La memoria è nella vostre mani.