E altre cose che scoprirai se decidi di (far) leggere la sua storia

Dice Zygmunt Bauman che ‘raccontare una storia significa prendere posizione sul corso degli eventi passati’. Con “Il mio amore non può farti male. Vita (e morte) di Harvey Milk” Einaudi Ragazzi, tramite il gesto silenzioso ma eloquente dell’iniziativa editoriale, ribadisce più che mai la sua determinazione a pubblicare libri e storie ‘che vanno raccontate’, anche a lettori non ancora adulti.

Il mio amore non può farti male - vita (e morte) di Harvey MilkCosì ha voluto affidare la vicenda di Harvey Milk alla penna di Piergiorgio Paterlini, scelto per la sua vocazione di lungo corso a raccontare storie di persone in carne ed ossa, sconosciute o no, per la passione dell’indagine profonda sui soggetti narrati, per la capacità di rendere trasparenti, chiare, accessibili a qualsiasi pubblico, vite che in principio non lo sono.

“Il mio amore non può farti male. Vita (e morte) di Harvey Milk” è una storia rivissuta, interpretata e scritta da Paterlini per i ragazzi, che parla prima ancora agli adulti e che si presta più che mai a una lettura parallela o congiunta tra adulti e giovani lettori, grazie alle riflessioni che si aprono come squarci sulla storia, o come fuochi che la illuminano. E come le pallottole destinate ad Harvey colpiscono il cuore e il cervello di chi legge. Questa volta non per annientare, ma per provare a costruire, per imparare a non temere di confrontarsi con la diversità, l’impegno politico, la ricerca della propria felicità.

Chi si avventurerà in queste pagine, adulto o adolescente che sia, non potrà fare a meno di trovarsi di fronte agli interrogativi e agli imperativi etici, civili, esistenziali su cui Paterlini ha deciso di incardinare il racconto dell’esistenza di Milk, oltre il suo essere eroe e simbolo storico di lotta politica e delle minoranze.

Ecco, con l’immediatezza di 5 pallottole, alcuni di essi.

La prima pallottola: bisogna scegliere (ed essere pronti a pagare)

Che uomo sei, che donna sei, se invece di scegliere ti lasci scegliere (dagli altri, dalle cose, dalle circostanze, da come capita capita)? Io ho scelto. E ho messo in conto che avrei potuto pagare. Ma il prezzo non lo conosci mai prima. E soprattutto non lo stabilisci mai tu.

La seconda pallottola: per criticare il mondo devi provare a cambiarlo

Solo che non puoi passare la vita a dare la colpa al mondo, anche quando ce l’ha. Cioè,puoi farlo, ma cosa ci ricavi? Solo un rancore sordo, acido, intenso, che cresce e poi invecchia con te, impotente. Puoi darla la colpa al mondo, quando ce l’ha. Ma soltanto se il mondo provi a cambiarlo.

La terza pallottola: i desideri non sono ignorabili

È un grande mistero, perché se c’è una cosa che è proprio impossibile ignorare è il nostro desiderio, non sapere per chi ti batte il cuore, chi ti fa strizzare di colpo lo stomaco, dove corrono i tuoi occhi prima che tu abbia avuto tempo di pensare, scegliere, decidere. E questo è proprio il bello dell’amore, e della bellezza, e di ogni emozione degna di questo nome.

La quarta pallottola: rabbia e odio sono sempre un immenso spreco

Se nulla era entrato dentro di me come quelle prime due pallottole, come mai prima niente e nessuno, questa al contrario non aveva lasciato traccia, la traccia che aveva lasciato era finzione. Inganno per chi restava a fissare una scena da cui io ero già infinitamente lontano. Che spreco.
La rabbia, e l’odio, sono sempre un grande, inutile, immenso spreco.

La quinta pallottola: la felicità forse non è un diritto

Bisogna desiderarlo davvero, di essere felici.
Combattere. Ma anche saper aspettare. E, quando si è fatto tutto ciò che si poteva, magari solo invocarla, la felicità.
Credere ai propri sogni, sempre.
Non smettere mai di crederci, fino all’ultimo secondo, in qualunque situazione.
Perché, sí, essere felici, magari per un solo istante, ma felici pienamente, cambia la vita. E allora vale la pena non arrendersi.
Mai. Fino all’ultimo respiro.

Questi e altri i percorsi che nella storia di Milk concorrono a delineare il valore supremo della sua testimonianza: possiamo cambiare la nostra vita. Non è mai troppo tardi per farlo. E se la cambiamo, cambiamo anche quella degli altri.

Lo leggerete insieme?