Ve l’avevamo promesso, ed ora eccola qua: vi presentiamo la nostra nuova illustratrice per bambini, Isabella Conti, che ha vinto la gara “Matite da Paura” e ora avrà il compito di illustrare la nostra nuova raccolta di racconti dell’orrore. Ci ha raccontato com’è arrivata a questa vittoria e come ha iniziato a disegnare per bambini e ragazzi.

La gara di Edizioni EL: dalla scoperta all’inaspettata vittoria

Facciamo un piccolo ripasso: qualche mese fa abbiamo lanciato una gara per illustratori, dal titolo “Matite da Paura”, rivolta a tutti gli appassionati di disegno per l’infanzia, anche senza esperienza. Il loro compito era realizzare un’illustrazione per un racconto tratto dalla raccolta di storie e romanzi dell’orrore di Edgar Allan Poe e riscritto per noi da Alessandro Gatti: Il gatto nero. Le creazioni ricevute dalla giuria sono state davvero tante, e sceglierne una è stata un’ardua impresa. Ma alla fine, quella che si è aggiudicata la palma della vittoria è quella di Isabella Conti.

Partiamo subito dalla gara, come l’ha scoperta?

Per caso, tra i contenuti suggeriti sulla mia bacheca di Facebook. Ha subito attirato la mia attenzione, perché conosco molto bene i racconti di Poe, a scuola li avevamo analizzati a lungo, con la nostra professoressa d’inglese. La novità, per me, stava nel partecipare ad un concorso, cosa che non avevo mai fatto prima.

E cosa ci può dire sulla sua illustrazione?

Pur avendo già analizzato il racconto in passato sono ovviamente partita dal leggere la riscrittura fornita, perché si tratta di una versione per bambini, quindi diversa da quella originale che conoscevo. Ho poi riflettuto sulla storia, arrivando alla conclusione che non mi bastava raffigurare soltanto il gatto, sebbene sia il protagonista principale. Volevo che la mia illustrazione riflettesse i vari piani di lettura de Il gatto nero, che ne mostrasse la capacità, perché penso che

Le illustrazioni dei libri per bambini, sebbene pensate per un pubblico infantile, sono capaci di affascinare anche gli adulti, che ne sanno raggiungere i livelli più profondi, inaccessibili ai piccoli.

Come ha realizzato la sua illustrazione?

La mia creazione è una sorta di collage di tecniche diverse: sono partita da un’illustrazione a matita, che ho poi colorato utilizzando pastelli morbidi e inchiostri diversi per creare un effetto di profondità. Ho poi aggiunto qualche tocco con il computer.

L’ostacolo più grande è stato immaginare come poter inserire gli altri elementi centrali della storia, oltre al gatto, del quale sapevo che avrebbe costituito il cuore del disegno. Per questo l’ho collocato al centro, divertendomi poi a giocare con le proporzioni: il gatto è enorme, mentre le altre figure sono minuscole.

E poi è arrivata la notizia della vittoria…

Sì, che – lo dico onestamente -, mi ha lasciato a bocca aperta: fissavo la mail che avevo ricevuto e non ci credevo, perché non avevo partecipato per vincere, ma semplicemente perché creare illustrazioni mi diverte, è una mia passione. Ovviamente mi sono sentita entusiasta e gratificata, ed incredibilmente elettrizzata dall’idea di mettermi all’opera per questo lavoro.

Sono stata anche molto colpita dai tantissimi complimenti che ho ricevuto, anche da sconosciuti, il che mi ha portato a pensare che gare di questo tipo dovrebbero essere pubblicizzate il più possibile. Oltre ad essere un modo per misurarsi con se stessi, servono agli illustratori per confrontarsi ed entrare in contatto con altri che condividono la stessa passione.

Come diventare un’illustratrice per bambini e ragazzi

Ma qual è la strada che ha portato Isabella Conti ad aggiudicarsi la vittoria e realizzare il suo sogno di illustrare un libro per bambini?

Com’è iniziato il suo lavoro da illustratrice?

Non ho una formazione accademica in questo ambito, ho studiato tutt’altro: al liceo scientifico e poi Economia e Commercio. Sono però sempre stata una grande appassionata di disegni e illustrazioni, ancor prima di imparare a leggere. E, a partire dai miei 18 anni, ho cominciato a coronare il mio sogno, frequentando corsi di disegno, pittura e tecnica e, più tardi, anche di illustrazione. Si tratta di corsi non accademici: l’ultimo al quale ho partecipato è quello tenuto da Gabriel Pacheco a Sarmede, lo scorso gennaio, intitolato “L’immagine poetica”.

Inizialmente, insomma, mi dedicavo al disegno e alla pittura come artista. Dopo esser diventata mamma, però, ho riscoperto il mio amore per le illustrazioni e mi sono avvicinata a questo mondo, che ho capito essere affascinante non solo per i piccoli lettori, ma anche per gli adulti. Dopodiché ho deciso di frequentare qualche corso specifico sull’illustrazione: il prossimo che ho in programma sarà quello della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

Che tipo di illustrazioni ha realizzato finora?

Alcune per uso personale, altre commissionate da privati e che ho poi pubblicato anche sul mio sito – un paio le trovate anche in fondo all’articolo. Ho realizzato anche un paio di lavori per una rivista e un libro di cucina di prossima uscita, quindi si trattava di illustrazioni “non-fiction”. Questo lavoro per Edizioni EL sarà quindi il primo libro interamente per bambini al quale mi dedico. Sarà sicuramente una bella sfida.