La storia è una delle materie più problematiche per i bambini delle elementari. E la ragione è molto semplice: l’idea di tempo si sviluppa un po’ alla volta, così come le abilità cognitive necessarie a capirlo.

E quindi? Sarebbe meglio non parlare affatto di storia alle scuole elementari? Assolutamente no – anche se qualcuno l’ha proposto – e adesso vi spieghiamo perché.

Perché è importante insegnare la storia ai bambini

Far conoscere la storia già ai bambini ha tutta una serie di effetti positivi, come:

  1. sviluppare interesse per il passato: ciò che interessa di più ai bambini è il presente, mentre guardarsi indietro non è una capacità che si sviluppa spontaneamente;
  2. far riflettere sul proprio passato: per poter diventare grandi, è importante ricordare come si sono superate le difficoltà, gli errori da non ripetere e le cose belle. Ma la memoria non cresce sugli alberi, è un’abilità da coltivare;
  3. far conoscere altri popoli: mostrare a quali traguardi sono arrivate popolazioni diverse, ma anche gli sbagli commessi, significa formare degli adulti che sappiano dialogare in modo costruttivo e riconoscere i meriti degli altri;
  4. aiutare a formare una conoscenza critica: necessario per capire cosa deve essere ricordato e cosa no, ma anche da che parte si vuole stare;
  5. imparare a individuare collegamenti tra fatti: nella storia, tutti gli eventi sono concatenati tra loro. Sta all’insegnante aiutare i bambini a coglierli, per sviluppare i concetti di causa ed effetto.

Ok, e come si realizzano tutti questi obiettivi?

I libri di storia per bambini

Se vi è mai capitato, recentemente, di tenere in mano un libro di storia per bambini, avrete notato 3 cose:

  • i testi sono brevi;
  • ci sono tante immagini;
  • si parla molto della vita quotidiana delle popolazioni: cosa mangiavano, cosa facevano, com’erano le loro case…

E questo vale per tutte le classi elementari. Di sicuro, quelli sui quali avete studiato voi erano diversi, con testi lunghi e meno illustrazioni.

Questa differenza è dovuta ai cambiamenti nell’insegnamento della storia verificatisi nel corso degli anni: insegnanti e pedagoghi hanno capito che testi lunghi e noiosi non aiutavano i bambini, perché non adatti alle loro capacità cognitive.

La storia, alle elementari, è oggi centrata sul capire come vivevano le popolazioni delle diverse epoche, perché molto più interessante di un trattato politico. Ma soprattutto perché permette ai bambini di trovare collegamenti con la loro vita.

Per questo motivo abbiamo creato la collana Che storia!, pensato per appassionare i lettori più piccoli agli eventi del passato. Ogni libro, infatti, trasforma un episodio, antico o recente, in un’avventura, come ha spiegato Davide Morosinotto alla presentazione del suo libro L’eruzione di Pompei. Secondo l’autore, infatti, gli eventi storici sono dei veri

mondi fantastici, che però sono esistiti davvero e quindi, se raccontati con le parole giuste, possono offrire forse qualcosa in più.

Come vivono lo studio della storia i vostri figli, i vostri studenti? Quali metodi avete sperimentato con loro? Qualche trucco da suggerire?

Mentre ci pensate, ecco alcune delle copertine della collana: buona visione!